lunedì 26 ottobre 2015

Malasanità: i sindaci potevano cambiare le cose

                  C O M U N I C A T O    S T A M P A


La sanità provinciale negli ultimi anni è stata nell’occhio del ciclone, quotidianamente i mass media hanno riportato le criticità delle varie strutture ospedaliere e distrettuali. Problematiche dovute anche alle direttive impartite dalla Regione, che ha voluto dare impulso a politiche sanitarie basate su progetti di dubbia utilità, quali le Case della Salute o quelle del Parto, mentre poco è stato fatto per ridurre gli sprechi o affrontare la carenza di personale ormai ridotto ai minimi termini e migliorare la quantità e la qualità delle prestazioni. Inoltre, l’applicazione fatta dall’A.S.L. delle scelte regionali ha ulteriormente aggravato la situazione. Nonostante, la pressante attività del Coordinamento Provinciale Sanità, dei Comitati, delle Associazioni e di qualche forza politica, la maggioranza dei Sindaci (compresi quelli delle città sede di presidi ospedalieri) votò in favore dell’adozione dell’Atto Aziendale presentato dal Direttore Generale.  

Da oltre un anno gli “Amici del MoVimento 5 Stelle Sora” hanno chiesto le dimissioni del manager dell’A.S.L., per non essere stata in grado di imprimere quel cambio di marcia necessario ad incamminare la provincia verso l’autonomia sanitaria, per non aver ridotto la mobilità passiva, non aver saputo sfruttare al meglio le ingenti risorse finanziarie destinate alla sanità, che si trova a dipendere sempre più dalle strutture romane.
Una brava manager avrebbe dovuto dare risposte adeguate ai problemi che attanagliano la sanità. Invece, gli ospedali, in particolare quello di Sora, continuano a reggersi sulla buona volontà ed il sacrificio di chi vi lavora, ma anziché elogiare chi si sacrifica con continui straordinari per garantire una buona qualità assistenziale, si assiste al blocco degli straordinari (misura legittima, ma forse non opportuna dato l’attuale stato di emergenza) che potrebbe avere ripercussione su chi necessita di assistenza e sull’erogazione di prestazioni sanitarie. In generale, la carenza di personale è sempre stata affrontata con misure temporanee che, oltre a far sviluppare l’accennata criticità legata agli straordinari, hanno posticipato i problemi. Un esempio, lo si ha con il Reparto di Pediatria di Sora, l’arrivo di due pediatri non ha risolto il problema del personale, in quanto un medico già in forza al Reparto, andrà in pensione nel giro di pochi mesi, mentre sembra che non abbia ancora assunto servizio uno dei due pediatri recentemente destinati al “Ss. Trinità”. Pertanto, a breve la Pediatria si troverà ad affrontare una gravissima situazione con eventuali ripercussioni su altri reparti.
Oggi i Sindaci di tutta la provincia dovranno esprimersi sull’operato della dott.ssa Mastrobuono. Francamente, si ritiene che l’ odierna valutazione del D.G. dell’A.S.L. non serva, per vari motivi. Il primo è che ormai le decisioni relative alla sanità non solo sono già state prese, ma sono state messe in atto! Inoltre, è noto che la dott.ssa Mastrobuono dovrà lasciare Frosinone per cambiare incarico. I Sindaci avrebbero potuto e dovuto esercitare - per tempo - il loro potere di “veto” nei confronti dell’Atto Aziendale, oppure ricorrere contro di esso proprio come ha fatto il M5S, che grazie al portavoce Luca Frusone ha depositato un ricorso al Presidente della Repubblica. L’opposizione dei Sindaci all’Atto Aziendale sarebbe stato un importante segnale politico nei confronti del Presidente Zingaretti e avrebbe dato, magari, la possibilità di affrontare direttamente con lui i problemi della sanità (ad es. la mobilità passiva, le liste d’attesa ed altri) e scegliere una linea politica di sviluppo e non di tagli.
Adesso qualunque valutazione, sia essa positiva o negativa, dell’operato della manager non porterà nessun miglioramento alla situazione della sanità, della quale anche i Primi Cittadini (che hanno avallato le scelte aziendali) sono responsabili, soprattutto in considerazione del fatto che la legge conferisce a loro i poteri per rappresentare le esigenze sanitarie della popolazione. Pertanto, oggi dovrebbe essere data la possibilità di giudicare anche l’operato dei Sindaci.
Si ritiene, inoltre, che la valutazione della dott.ssa Mastrobuono, non dovrebbe spettare alle istituzioni, ma a tutti coloro che in questi anni hanno avuto bisogno di cure e che hanno trovato risposta ai loro problemi fuori dalla provincia, con grave disagio anche per i loro familiari. Dovrebbe essere data la possibilità di esprimersi a tutte quelle persone che aspettano tempi biblici per potersi sottoporre ad un esame specialistico. Infine, tale possibilità dovrebbe essere riconosciuta ed esercitata dagli stessi operatori del comparto sanità.
L’unica vera domanda da porsi è: la sanità negli ultimi anni è migliorata, si o no?
La dott.ssa Mastrobuono è stata bocciata, e da molto tempo, dalla gente e dall’opinione pubblica, gli unici che non se ne sono accorti - salvo poche eccezioni - sono proprio i Sindaci.

Con l’occasione si porgono cordiali saluti.

Sora, 26 ottobre 2015

Il Portavoce del Meetup

Fabrizio Pintori

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