domenica 19 luglio 2015

Progetto di Illuminazione Pubblica: le proposte dei cittadini attivi del MeetUp




Al
Sindaco di Sora

Dott. Ernesto Tersigni

Al
Comune di Sora

5° Settore Lavori Pubblici e Ambiente

E p. c.
A.N.A.C.

Agenzia Nazionale Anticorruzione


STAMPA


Oggetto: Osservazioni al Progetto Preliminare recante “Adeguamento degli Impianti della Pubblica Illuminazione alla normativa in materia di sicurezza elettrica, inquinamento luminoso e risparmio energetico(approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 28/05/2015, atto n. 23).


Gli attivisti del Meetup “Amici del MoVimento 5 Stelle Sora” ritengono opportuno cogliere l’invito dell’Amministrazione Comunale rivolto all’intera cittadinanza affinché siano formulate osservazioni al Progetto Preliminare degli interventi di adeguamento degli impianti della pubblica illuminazione.
Gli attivisti hanno pertanto provveduto a redigere il presente documento, esito delle riflessioni sul predetto Progetto Preliminare, ritenendo di proseguire in tal modo il proprio impegno civico nei confronti di qualsiasi tematica che possa risultare rilevante per gli interessi dei cittadini sorani.
Nel rispondere positivamente a tale invito, il Meetup formula, altresì, l’auspicio che l’Amministrazione Comunale si mostri realmente interessata ed aperta ai suggerimenti provenienti da tutti coloro che presenteranno osservazioni al Progetto Preliminare in esame, dimostrando l’effettiva utilità della procedura di consultazione pubblica che è stata attivata.


1) OSSERVAZIONI DI CARATTERE GENERALE
Innanzitutto preme evidenziare la posizione del Meetup “Amici del MoVimento 5 Stelle Sora” contraria all’operazione che l’Amministrazione Comunale intende realizzare.
Con il contratto di appalto che l’Amministrazione sottoscriverà con il soggetto aggiudicatario della procedura ad evidenza pubblica, si sancisce infatti una vera e propria scommessa tra l’Appaltante e l’Appaltatore. Il Comune-Appaltante propone infatti all’Appaltatore una rischiosa scommessa sul valore finale dei flussi di cassa di risparmio che matureranno nell’arco di un ventennio sulla bolletta energetica per la pubblica illuminazione.
Parlare di “scommessa” non appare infatti inappropriato tenuto conto che 15 o 20 anni per il settore delle tecnologie impiantistiche per la pubblica illuminazione costituiscono senza dubbio periodi particolarmente lunghi. In tali archi temporali non è infatti agevole prevedere l’evoluzione delle tecnologie ed i risparmi che dalla loro implementazione potrebbero derivare.
Di fronte a tale scenario si chiede ai partecipanti alla gara di presentare un’offerta che implicitamente imporrà ad essi di formulare una stima sui risparmi dei consumi di energia elettrica per 15/20 anni. Ovviamente il rischio per il Comune è che tale “scommessa” si risolva negativamente nel caso in cui i risparmi di spesa effettivamente realizzati dall’Appaltatore, contabilizzati al termine dell’intero periodo dell’appalto, si rivelassero di gran lunga superiori a quelli connessi all’offerta di gara dell’aggiudicatario.
Si ritiene, inoltre, che non costituisca una mitigazione del predetto rischio per il Comune la considerazione che la gara determinerà un’effettiva competizione tra le imprese partecipanti. E’ infatti noto che sussiste sempre il rischio che la competizione tra le imprese nell’ambito di una procedura di gara avvenga in misura sub-ottimale dal momento che nessuno può escludere l’eventualità che ad essa partecipi una sola impresa o che comunque risulti ridotto il numero dei concorrenti e che tra essi non si inneschi alcuna competizione in termini di riduzione del canone richiesto al Comune.
Sig. Sindaco, perché legarsi ad un contratto ventennale che, al lordo di eventuali ribassi di gara ed al netto degli altrettanto eventuali extra-canoni, ammonta a circa 12,2 milioni (IVA esclusa) quando l’Amministrazione Comunale (e, quindi, tutti noi cittadini), malgrado l’eventuale ribasso offerto in gara dall’aggiudicatario, potrebbe scoprire tra 5 o 10 anni di pagare un canone assolutamente non conveniente rispetto ai risparmi sulla spesa per la bolletta energetica della pubblica illuminazione che potrebbero essere assicurati ricorrendo alle tecnologie che al tempo risulteranno disponibili e la cui acquisizione potrebbe essere direttamente finanziata dal Comune?
Le maggiori criticità connesse all’affidamento che l’Amministrazione Comunale ha in animo di realizzare riguardano i seguenti aspetti:
  1. la forte obsolescenza tecnologica che caratterizza il settore con il conseguente rischio che in pochi anni innovazioni ad oggi non del tutto prevedibili possano affermarsi sul mercato ed assicurare risparmi sui consumi di energia elettrica ben superiori a quelli ad oggi preventivabili;
  2. l’esistenza di rilevanti asimmetrie informative tra l’Amministrazione Comunale e gli operatori privati del settore (non risolvibili eventualmente con il ricorso al mercato della consulenza) con il conseguente rischio per la prima di non gestire al meglio sia la fase della gara che quella successiva del controllo sull’espletamento del servizio (in particolare da parte degli uffici comunali coinvolti).
PROPOSTA
Il Meetup “Amici del MoVimento 5 Stelle Sora” propone all’Amministrazione Comunale di rinunciare all’indizione della gara ed assumere un approccio “graduale” nell’attuazione del progetto di efficientamento energetico in esame. Le motivazioni alla base di tale proposta risiedono nella finalità di:
- evitare di impegnare il bilancio del Comune di Sora verso un unico fornitore per ben 20 anni;
- mantenere tale unico fornitore anche per la realizzazione delle estensioni della rete e per gli interventi di manutenzione non previsti nell’ambito del canone annuale (c.d.”attività extra-canone”), restando preclusa la possibilità di ricorrere ad altri soggetti;
- regolare i rapporti economici sia per le attività oggetto del canone che per quelle extra-canone sulla base di valori economici e tariffe decisi una volta per tutte con l’aggiudicazione della gara e mantenute immutabili per ben 20 anni (a parte l’applicazione dei meccanismi di indicizzazione) con il rischio che tra non molti anni, a causa dei progressi della tecnologia, i risparmi conseguiti tramite l’aggiudicazione dell’affidamento si rivelino ben poca cosa rispetto a quelli che il Comune avrebbe potuto realizzare gestendo le operazioni di efficientamento senza ricorrere allo strumento del finanziamento degli interventi tramite terzi.
Non si ipotizza in ogni caso la realizzazione dell’intero investimento relativo al Progetto Preliminare predisposto dall’Amministrazione attraverso le risorse del bilancio comunale, tenendo conto che trattasi di un investimento di circa € 2,8 milioni (incluse spese tecniche e varie, esclusa IVA). Più realisticamente il Meetup propone quanto segue:
a) la prosecuzione della gestione in economia del servizio di gestione della pubblica illuminazione;
b) l’individuazione, con riferimento al Progetto Preliminare predisposto, di un lotto funzionale ”sperimentale” pari, ad esempio, al 20% dell’importo dei lavori previsti, con cui realizzare interventi su poco meno di 1.000 punti luce. L’investimento per tale lotto sarebbe finanziato con risorse proprie del bilancio e/o mutui CC.DD.PP. In tal modo non si renderebbe necessaria l’esternalizzazione dell’esercizio e della conduzione degli impianti (come, invece, avverrebbe in caso di finanziamento tramite terzi) ed il costo del capitale risulterebbe inferiore rispetto al ricorso al FTT (è noto che i costi del capitale del Comune e quelli di CC.DD.PP. siano inferiori a quelli dell’operatore privato, il quale deve notoriamente anche remunerare il capitale proprio investito nell’operazione trattenendo un premio per i rischi assunti).
In tal modo l’Amministrazione potrebbe verificare direttamente a quanto può ammontare il risparmio sulla bolletta energetica ottenuto grazie a tale investimento ancorché tale verifica possa riguardare solo una quota limitata degli impianti comunali di pubblica illuminazione.
L’Amministrazione potrà pertanto ridurre le asimmetrie informative rispetto agli operatori privati e maturare una propria expertise nel campo dell’efficientamento energetico degli impianti destinati alla pubblica illuminazione.
Tale maggiore competenza potrebbe essere utilizzata per formare alcuni dipendenti comunali che, in caso di successiva decisione di ricorrere all’appalto tramite FTT, potrebbero realizzare le attività di controllo dell’esecuzione del servizio da parte dell’operatore privato.
L’investimento su tale lotto funzionale sperimentale non impedirebbe infatti di indire in futuro una gara per i restanti punti-luce, ma consentirebbe di assumere informazioni sulla capacità di risparmio generabile da tali interventi ed assicurerebbe l’acquisizione di maggiore competenza delle strutture organizzative comunali in tale materia.
Dichiarata la contrarietà del Meetup “Amici del MoVimento 5 Stelle Sora” alla decisione dell’attuale Amministrazione Comunale di ricorrere all’appalto con finanziamento tramite terzi (FTT), si ritiene che la stessa delibera C.C. 28 maggio 2015 n.23, che ha approvato il Progetto Preliminare, non fornisca tutti gli elementi per comprendere le motivazioni sulla convenienza economica ed organizzativa del ricorso alla gestione esternalizzata del servizio in luogo, ad esempio, del proseguimento dell’attuale gestione in economia del servizio.
Al riguardo occorre chiedersi se l’Amministrazione Comunale abbia effettuato un’analisi comparativa tra scelte alternative di affidamento del servizio (gestione in economia in continuità con l’assetto attuale del servizio, ricorso a convenzioni CONSIP, appalto con FTT, ecc.).
Prima di optare per la scelta del ricorso all’appalto con FTT sono stati esaminati i vantaggi/svantaggi di altre possibili alternative? Quali sono i punti di forza dell’opzione “appalto con finanziamento tramite terzi”?
In proposito, non appare fornire dati sufficienti, per apprezzare la differenza tra l’ipotesi della gestione diretta e quella del ricorso all’appalto con FTT, la tabella allegata alla predetta delibera consiliare che evidenzia, in un arco ventennale, un maggior costo della gestione diretta pari a circa € 3,6 milioni (pari a € 178.112/anno).
Non è infatti chiara la ragione di tale differenza se non per la quota di € 20.000/anno di minor costo del finanziamento dei lavori, il cui importo è pari a € 3,1 milioni nell’ipotesi della gestione diretta (in quanto il Comune dovrà finanziarsi anche per la quota IVA) ed a € 2,8 milioni in quella dell’appalto con FTT. In realtà si omette di ricordare che anche un operatore privato, di fronte alla necessità di effettuare un investimento netto IVA di € 2,8 milioni dovrà individuare le fonti di copertura finanziaria dell’IVA che nel caso ammonta a € 300.000 circa (non è detto infatti che la stessa trovi immediata compensazione con il debito IVA maturato verso l’Erario). Nelle valutazioni economico-finanziarie in tali casi è prassi ipotizzare anche per l’operatore privato il ricorso ad un finanziamento bancario, ad esempio ad una linea IVA a breve termine, la cui quota capitale sarà ripagata non appena saranno disponibili i rimborsi IVA da parte dell’Agenzia delle Entrate. Tale ipotesi implica pertanto il sostenimento di oneri finanziari associati all’erogazione della linea di credito IVA.
Non è chiaro inoltre perché sussista una differenza di € 158.112/anno tra le due ipotesi alternative in relazione alla spesa per consumi di energia elettrica (se l’Amministrazione Comunale ricorresse ad un appalto di lavori mantenendo tuttavia la gestione diretta del servizio non potrebbe usufruire, come nel caso dell’appalto con FTT, dei risparmi di spesa per consumi energetici derivanti dall’efficientamento degli impianti?).
Si ritiene pertanto che il confronto tra le alternative andrebbe impostato diversamente onde fornire ai decisori elementi di valutazione maggiormente chiari e misurando il reale impatto che le due alternative sono in grado di determinare sui costi del Comune.
PROPOSTA
Si suggerisce, in analogia a quanto previsto dall’ANAC nella determinazione delle linee guida per la finanza di progetto (Det. n. 1 gennaio 2009) ed in particolare per la redazione degli studi di fattibilità, di effettuare un’analisi (anche sommaria) delle alternative possibili indicando gli impatti organizzativi, tecnologici e finanziari (incluse le relative modalità di finanziamento) di ciascuna alternativa, al fine di apprezzare i vantaggi e svantaggi associabili a ciascuna di esse. Tra le possibile alternative, a titolo esemplificativo, potranno essere considerate le seguenti:
  • prosecuzione della gestione in economia del servizio con ricorso ad un appalto di lavori per l’efficientamento energetico degli impianti;
  • ricorso a convenzione CONSIP per fornitura di energia elettrica;
  • appalto con FTT.


2) OSSERVAZIONI SUL PROGETTO PRELIMINARE
Dall’esame del Progetto Preliminare e dei suoi allegati, si formulano le seguenti osservazioni:
Spesa per la fornitura di energia elettrica
Nel Capitolato (ad es. a pag. 26) è stato indicato il solo importo relativo all’annualità 2014 (pari a € 716.417,07). La delibera C.C. n. 23, del 28 maggio 2015, nella tabella allegato A, oltre a menzionare la spesa per consumi di energia elettrica per € 716.000 nell’anno 2014, indica in € 500.000 la spesa del 2013 (quest’ultimo dato appare molto divergente da quello del 2014).
PROPOSTA
Si suggerisce, in linea con vari bandi di gara consultati dal Meetup, di indicare nel Capitolato la spesa relativa almeno alle ultime 5 annualità, al fine di fornire agli offerenti l’importo medio relativo ad almeno un quinquennale di spesa per consumi di energia elettrica relativa agli impianti di pubblica illuminazione.
Si propone inoltre di verificare se, sulla base del dato medio quinquennale, non sia necessario riconsiderare l’importo del canone a base di gara, per la componente X2 “quota annua energia elettrica”, prevista in € 317.371,67.


Extra canone
Un punto di particolare criticità è rappresentato dagli interventi di manutenzione straordinaria extra canone di cui all’art. 5 del Capitolato Speciale d’Appalto.
Non è difficile comprendere come la fissazione, una volte per tutte in esito alla procedura di gara, dei prezzi dei futuri interventi non ricompresi nella proposta di finanziamento tramite terzi (ex art. 4 CSA), costituisca un’ulteriore “scommessa” critica per ciascuna delle controparti, tenuto conto dell’ampia durata dell’appalto (da 15 a 20 anni).
Il Meetup “Amici del MoVimento 5 Stelle Sora” ritiene che sia necessario inserire quanto meno degli elementi di maggiore flessibilità a tale impostazione del Capitolato, sulla scorta delle due proposte di seguito indicate.
Proposta n.1
Si suggerisce l’inserimento nel Capitolato di una previsione relativa all’effettuazione di una periodica revisione del prezzo degli interventi extra-canone, sulla base di un’istruttoria condotta dal Comune di Sora (cd. market test), eventualmente attraverso il Project e Energy Manager.
Ogni volta in cui si renderà necessario commissionare interventi non ricompresi nel canone si procederà ad effettuare un market test sul loro costo, allo scopo di garantire all’Amministrazione Comunale che gli stessi risultino allineati a quelli di mercato. Per l’Appaltatore sussisterebbe l’obbligo di ridurre il costo degli interventi all’eventuale minor costo di mercato. Qualora non accettasse di effettuare l’intervento alle nuove condizioni, il Comune potrà affidarlo a terzi.
Proposta n.2
In luogo del ricorso al market test di cui sopra si propone la riscrittura dell’articolo così come successivamente indicato.
Il riferimento è al bando del Comune di Frosinone per l’affidamento della gestione del servizio di illuminazione pubblica, realizzazione di interventi di efficienza energetica e di adeguamento normativo sugli impianti, mediante il sistema del finanziamento tramite terzi. L’art. 3 del Capitolato prevede che rientra nei compiti dell’appaltatore la “Realizzazione di eventuali nuovi impianti luce, previa analisi di fattibilità tecnico-economica, cui sarà corrisposto, per la gestione annuale, lo stesso canone per ciascun punto luce offerto in sede di gara, salvo condizioni migliorative a favore dell’Ente. Qualora vi fossero offerte economiche più vantaggiose, l’Amministrazione si riserva l’affidamento del servizio di installazione degli impianti anche a soggetti esterni.”


Ad ogni buon fine, si inviano, in allegato, le ulteriori osservazioni e  criticità relative al progetto in parola.
Con l’occasione si porgono cordiali saluti.


Sora, 17 luglio 2015


Il Portavoce del Meetup
Fabrizio Pintori


Allegato


ULTERIORI     OSSERVAZIONI  E   SPECIFICAZIONI


1) Si potevano seguire le indicazioni ed il metodo seguito nel progetto Lumière dell'Enea: http://www.progettolumiere.enea.it/ http://www.progettolumiere.enea.it/it/comuneilluminato_it/lineeguida.html
che prevede anche un audit energetico preliminare al progetto stesso, in modo da valutare tutti gli aspetti qualificanti in termini di risparmio energetico ed integrazione dell'impianto con le reti digitali (Smart Cities, telecontrollo e monitoraggio) e con le esigenze della città anche in una ottica di sviluppo futuro (ad es. mobilità elettrica) e l'assistenza qualificata di esperti del settore.
2) Nel progetto, per la stima della rata annuale che il comune dovrebbe concedere al privato, si fa riferimento agli anni 2013 e 2014 (tav_019_capitolatospecialeappalto, pag. 26):

L’importo medio della spesa storica a consuntivo, riferita all'anno 2014, indicata nella seguente
Tabella 1), risulta pari a circa € 766.417,07 IVA inclusa, di cui € 716.417,07 per acquisto di energia elettrica e € 50.000,00 per spese di manutenzione impianti, ovvero pari a circa              € 637.227,11 annui IVA esclusa:
Importo annuo TABELLA 1):
Spesa Storica media 2013-2014
1.1) Spesa storica elettrica media annualità (SSE) € 716.417,07
1.2) Spesa storica media per manutenzioni ordinarie (SSMO) impianti € 50.000,00
TOTALE (I.V.A. inclusa) € 766.417,07
TOTALE (I.V.A. esclusa) € 637.227,11
Non risulta molto chiaro come sia stato calcolato questo dato. Sarebbe più opportuno riferirsi ad una spesa storica calcolata su un arco temporale più esteso.
Nel documento tav_008_auditpreliminare_analisienergetica_sf_sp, pag. 3 si parla di consumi elettrici futuri riferiti all'impianto attuale pari a € 588.000, considerando dei consumi annui di cui però non è specificato l'arco temporale.
  1. Nel documento tav_004_relazionetecnicoeconomica, pag. 14 riguardo al punto d. si menziona il fatto che l’Amministrazione beneficia di notevoli vantaggi sia nel corso dell’appalto sia durante ed a completamento della concessione in quanto rientrerà in possesso di impianti adeguati a norma ed energeticamente efficienti.
Si potrebbe contestare quanto affermato, in quanto dopo 20 anni il comune tornerà in possesso di un impianto quasi a fine ciclo di vita e molto probabilmente obsoleto rispetto alle tecnologie disponibili tra 20 anni.
  1. Nel documento tav_019_capitolatospecialeappalto, pag. 21 riguardante i costi extra-canone:
Sostanzialmente i lavori extracanone potranno riguardare:
tutti gli interventi non prevedibili ne previsti in sede di progetto offerta;
tutti gli interventi richiesti a seguito di danni accusati per cause non dipendenti
dall'affidatario e dal concedente;
eventuali interventi a seguito di intervenute nuove normative;
tutti gli interventi a seguito della normale usura dell'impianto per l'utilizzo.

In pratica è proprio la durata ventennale della concessione che potrebbe portare a costi extra-canone elevati per:
tutti gli interventi non prevedibili né previsti in sede di progetto offerta;
(in 20 anni si potrebbero verificare molti interventi non previsti, soprattutto per quelli non previsti già in partenza).
tutti gli interventi a seguito della normale usura dell'impianto per l'utilizzo.
(in 20 anni il discorso usura è molto importante ed è legato al discorso obsolescenza complessiva dell'impianto progettato 20 anni prima).  C'è il rischio di avere, ad esempio al 19° anno, dei costi molto elevati un anno prima del termine della concessione. Questi costi extra-canone potrebbero rappresentare un vero problema.


  1. Assenza del P.R.I.C. (Piano regolatore di Illuminazione Pubblica) che pur non essendo obbligatorio sarebbe stato uno strumento utile per procedere con il Progetto di Illuminazione Pubblica;


  1. Tra gli obiettivi del Progetto Preliminare vi sono : 
a) Attivazione di un numero verde gratuito per le segnalazioni dei cittadini e di un Sito Web per gestire le segnalazioni delle anomalie impiantistiche. Si ritengono entrambi superflui, le segnalazioni possono essere fatte alla Polizia Locale o all'Ufficio Tecnico del Comune; 
b) Il parco lampade è stimato in 4.409 punti luce, ma tra gli obiettivi vi è la sostituzione di 4.300 corpi illuminanti, e gli altri? 
c) Sono previsti 120 nuovi pali stradali a LED da destinare a zone non servite (questo punto va chiarito con il precedente. Se vengono installati 109 punti luce in meno ove erano già presenti, perché se ne installano 120 in altre zone?) 
d) installazione di 20 proiettori per illuminazione artistica. Si ritiene che in periodi di crisi economica si possa rinunciare o ridurli di numero, inoltre alcuni monumenti ne sono già dotati (es. Madonna delle Grazie); 


  1. Organizzazione di un Ufficio sul territorio comunale per la ricezione delle segnalazioni da parte della cittadinanza o del Comune, con orario di apertura non inferiore a 30 ore settimanali, valgono le stesse considerazioni per il numero verde: ci sono gli Uffici comunali. Si tratta di una prescrizione del Capitolato che determina necessariamente un costo per l’aggiudicatario (spese di personale, eventualmente canone di affitto di una sede). Ha senso gravare l’appaltatore di tale costo? Non si ritiene più opportuno eliminare tale prescrizione in modo che gli offerenti siano spinti ad offrire un maggior ribasso a tutto vantaggio delle casse comunali (e, quindi, di quelle dei cittadini sorani?) piuttosto che ipotizzare un servizio (quelle rappresentato da un ufficio che raccolga le segnalazioni dei cittadini) che in realtà non produce alcun vantaggio alla cittadinanza? Sig. Sindaco, si punti a ridurre il canone piuttosto che a istituire servizi che non creano valore per i cittadini  tramite la lex specialis del bando di gara!


  1. Nella Delibera della Giunta Comunale n. 118 del 14.05.2015 "Relazione consuntiva 2014 - Piano triennale 2013-15" a pag. 7 è scritto che il Comune ha provveduto all'acquisto di una piattaforma aerea autocarrata per realizzare interventi in economia di sostituzione lampadine dell'illuminazione pubblica. Questa può essere fornita dal Comune all'eventuale ditta che vincerà la gara per effettuare i lavori e la manutenzione ordinaria e programmata, ma anche quella straordinaria permettendo di abbassare la rata del canone di ammortamento;


  1. Per quanto concerne il rifacimento dell'illuminazione dei Lungoliri Rosati-Mazzini-Della Monica-Cavour-Simoncelli e ponti di attraversamento del Liri, si deve segnalare che nella Relazione generale del Progetto LIRIS (Navigabilità del fiume) era previsto a pag. 3 il rifacimento dell'impianto di illuminazione pubblica dal ponte del Divino Amore fino al ponte di Vaughan. Come si coordinano i due progetti? se il progetto LIRIS verrà portato a termine questa parte verrà stralciata ?


  1. Nei Contratti di Quartiere sono previste le opere di urbanizzazione primaria (fra le quali rientra la pubblica illuminazione), i finanziamenti ottenuti per questi contratti sono relativi anche al rifacimento dell'impianto di illuminazione nel centro storico ? Se si, allora si dovrebbero stralciare gli importi nel progetto di illuminazione pubblica ovvero coordinare i due progetti tra loro.


  1. L’art. 9, comma 2,  del D. Lgs 115/2008, prevede che: “Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con decreto da adottare entro il 31 dicembre 2008, tenuto conto di apposite relazioni tecniche predisposte dall'Agenzia di cui all'articolo 4, individua i soggetti, le misure e gli interventi finanziabili, nonché le modalità con cui le rate di rimborso dei finanziamenti sono connesse ai risparmi energetici conseguiti e il termine massimo della durata dei finanziamenti stessi in relazione a ciascuna di tali misure, che non può comunque essere superiore a centoquarantaquattro mesi, in deroga al termine di cui all'articolo 1, comma 1111, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.”. Pertanto, qualora l’appaltatore riuscisse, in futuro, ad accedere a contributi pubblici a fondo perduto sarebbe necessario un riequilibrio del contratto, sulla base del piano economico-finanziario presentato dall'appaltatore che potrà prevedere una riduzione della durata del contratto ovvero una riduzione del canone.


  1. Se si eccettua la pag. 6, tav_019_capitolatospecialeappalto, che contiene la definizione dei “Titoli di Efficienza Energetica” T.E.E. (i cosiddetti Certificati Bianchi), mentre non sembra che nessun altro articolo li menzioni. È auspicabile che il bando sia più specifico al riguardo a similitudine di quello di Frosinone il quale precisa in proposito che: "(...) la ditta affidataria avrà la possibilità di trattenere a proprio beneficio i Titoli di Efficienza Energetica ottenuti dalla AEEG in relazione all’intervento di efficientamento proposto, dandone informazione all’Amministrazione comunale". 


  1. Si propone di valutare la possibilità di impiegare le lampade a induzione, che vantano una durata di 100.000 ore! Con 50% di risparmio, già usate nelle gallerie (24 ore di accensione). Sempre dal punto di vista tecnico si esprimono dubbi sull’accorpamento dei contatori.


  1. Si chiede di chiarire il reale costo del Project e Energy manager. Nelle pagine 26, 27, 51 e 95 del CSA è indicato pari a € 18.000. A pag. 66 dello stesso Capitolato è menzionato l’importo di € 30.000.
Conclusioni alle ulteriori osservazioni
Il progetto è carente fin dalla fase preliminare, infatti ci si poteva affidare sia nella fase di audit energetico, che di progettazione del supporto dell'ENEA e del Progetto Lumière. Inoltre, è alquanto poco chiara la questione del consumo attuale. Sarebbe stata opportuna una maggiore casistica, facendo riferimento al consumo storico su di un arco temporale più ampio del 2010-2014.
Il periodo di concessione dei 20 anni è alquanto anomalo rispetto ad analoghi altri progetti di altri comuni.
Nel progetto non sembra che vi siano cenni all'uso di tecnologie che si potrebbero integrare e prevedere già da subito con l'impianto di pubblica illuminazione, con il rischio di dover fare modifiche con extra-costi aggiuntivi notevoli. 
La questione extra-costi è da considerare bene ed è legata anche alla durata della concessione ed alla durata dei dispositivi impiegati.
Il comune si vincola per 20 anni a dei costi fissi e senza la possibilità di valutare scelte diverse in seguito a sviluppi tecnologici innovativi. Sarebbe stato opportuno valutare un periodo di concessione più breve.

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