lunedì 12 ottobre 2020

Il segreto di Pulcinella e le soluzioni per lottare contro la criminalità organizzata

  


L’operazione “Requiem” recentemente condotta dalle forze dell’ordine impone delle considerazioni dopo qualche giorno di riflessione necessario per valutare gli aspetti della vicenda.

Si ritiene che, di fronte a tale operazione, tutti ed in particolare il mondo politico sorano debbano interrogarsi sul ruolo che la criminalità ha assunto a Sora e nei comuni limitrofi e sull’impatto che sta determinando sull’economia cittadina.

Il Sindaco ha affermato che Sora è una città fondamentalmente sana e che vive onestamente di lavoro, tale rappresentazione della realtà sorana è sicuramente corretta e non si intende confutarla, tuttavia si deve aggiungere che il dibattito pubblico nella nostra città non ha mai attribuito il giusto spazio alle riflessioni sulla presenza di organizzazioni criminali nel tessuto della società e dell’economia locale.

Per decenni si è avuto a che fare con il segreto di Pulcinella, ma adesso non ci sono più scuse, nessuno potrà dire “non lo sapevo”: la camorra è presente a Sora.

Questa operazione ha inoltre portato a conoscenza dell’opinione pubblica l’esistenza di due gruppi dediti al crimine, di cui uno composto da elementi locali. Fermo restando il principio della presunzione d’innocenza, e che quindi i capi d’imputazione contestati alle persone coinvolte dovranno essere vagliati dagli organi giudiziari competenti, non ci si può sentire rassicurati sul fronte della sicurezza pubblica al cospetto di un elenco che contiene decine di nomi, per la maggior parte di persone nate e residenti a Sora.

Purtroppo, l’aspetto più significativo e grave legato all’operazione “Requiem” è quello di aver evidenziato la presenza di una criminalità organizzata a livello cittadino e non solo di importazione.

Un brusco risveglio per coloro ignoravano la presenza della criminalità organizzata e per coloro che facevano finta di non vederla.

Non è il momento della paura né dello sconforto, ma quello della reazione dei cittadini e delle istituzioni.


Cosa può fare un cittadino?

Smettere di lamentarsi e sperare che siano solo la magistratura e le forze dell’ordine a risolvere il problema. Serve l’impegno di tutti, con piccoli gesti, che possono però creare seri problemi alle organizzazioni criminali. Perché le mafie prosperano anche grazie al silenzio e all’indifferenza.

Si ribadisce che ogni cittadino può e deve fare la sua parte contro la criminalità organizzata. Innanzitutto, esercitando sempre il diritto/dovere di voto, evitando il voto di scambio e votando secondo la propria coscienza.

Ogni cittadino che si ritiene dotato di adeguato senso civico attribuisce il giusto peso ai valori del lavoro e del merito, rifiuta le facili scorciatoie che potrebbero essere offerte e respinge fermamente il sistema delle raccomandazioni e dei favori clientelari.

Un simile cittadino, se ritiene che un’attività commerciale sia in odore di criminalità, rifiuta di diventarne cliente e indirizza le proprie decisioni di acquisto verso altri operatori del mercato anche se i loro prodotti e servizi dovessero risultare meno convenienti.

Infine, un cittadino che vuole e sa rappresentare un argine alle attività criminali, riscopre e difende il senso della propria comunità, perché è consapevole che una comunità unita e compatta è uno dei maggiori deterrenti all’infiltrazione camorristica e malavitosa.


Cosa possono fare le Istituzioni?

In primis rifiutare sempre e comunque ogni compromissione con chi cura gli interessi della malavita, chiudendo ogni possibile spazio ad eventuali tentativi di infiltrazione nell’Amministrazione pubblica da parte di persone organiche ad organizzazioni criminali.

In secondo luogo sostenere concretamente e costantemente le associazioni del territorio che lottano ogni giorno per strappare i giovani dalla droga ma anche le varie categorie imprenditoriali soprattutto quelle più esposte ai condizionamenti dell’economia criminale.

Combattere il degrado socio-economico che rappresenta un fertile terreno al quale la criminalità può attingere per i propri riprovevoli commerci (a tale riguardo si plaude alla recente approvazione da parte del Consiglio Comunale del Fondo civico di solidarietà “SorAiuta” che si auspica possa essere reso operativo in tempi rapidi).

Si deve però registrare che la criminalità negli ultimi anni sta facendo breccia anche tra i giovani di famiglie benestanti, attirati dalla possibilità di avere uno stile di vita lussuoso, secondo l’erroneo principio del “tutto e subito”. A tal proposito, ogni iniziativa che può essere assunta dall’Amministrazione comunale per stimolare, soprattutto tra i giovani, una coscienza civica e il rispetto della legalità potrà risultare utile a rendere il nostro territorio impermeabile alle mafie e ad ogni forma di illegalità e criminalità organizzata.

Con l’occasione si porgono cordiali saluti.

Sora, 12 ottobre 2020


I Portavoce del M5S
Fabrizio Pintori e Loreto Marcelli

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